Il Sole 24 Ore - 28/11/2011

Pa, sale a 40mila euro il credito medio vantato dalle imprese

Gestire una piccola impresa in Italia è come nuotare in un mare di squali con un peso alle caviglie. Chi riesce a non andare a fondo, fa una fatica immensa. Le piccole e micro imprese italiane, che rappresentano il 99,4% del totale delle aziende attive sono frenate soprattutto dalla burocrazia, ancora troppo poco snella secondo i risultati della sesta edizione del dossier "Imprese e burocrazia" realizzato da Promo Pa Fondazione.

Il rapporto

Nel rapporto - che sarà presentato domani all`assemblea annuale di Unioncamere a Lodi e che IlSole 24 Oreanticipa- si evidenzia come l`incidenza dei costi per gli adempimenti amministrativi sui ricavi sia ancora troppo alta, nonostante le semplificazioni fmora attuate dai vari governi che si sono succeduti I risultati dell`indagine mostrano che l`indice relativo all`incidenza dei costi sul fatturato delle imprese al di sotto deiso dipendenti è in costante aumento: nel 2010 era pari al 7,3% enel2ouharaggiuntoi7,4punti percentuali. «Soprattutto per le impresepiùpiccole,- spiega GaetanoScognamiglio,presidente diPromo Pa Fondazione - si è visto che i vari tentativi di semplificazione non hanno funzionato».

«La burocrazia - afferma il segretario generale della Camera di Commercio di Milano, Pier Andrea Chevallard - ha ormai una accezione negativa, ma è un meccanismo necessario a qualunque sistema economico evoluto. Il punto è che dovrebbe essere il più possibile utile, efficiente ed essenziale. Una delle cause dello svantaggio competitivo dell`Italia è determinata proprio dall`eccesso di burocrazia».
Uno deifocus della ricercarelativa al 2011 riguarda le inadempienze delle pubbliche amministrazioni, campo nel quale la situazione è nettamente peggiorata rispetto all`anno precedente. Prima di tutto, è au= mentato il ritardo con cui le Pa pagano i propri debiti alle imprese: le aziende dichiarano di riscuotere in media con un ritardo di i62,2 giorni.
Ancoraunavoltaipiùpiccoli sonai più penalizzati, con una media di 175 giorni di ritardo. Il settore in cui l`attesa per la riscossione dei crediti si fa più lunga è quello dei servizi.
I ritardi non sono addebitabili alla singola amministrazione, ma dipendono dal patto di stabilità, che vincola le Pa, e dall`aumento degli adempimenti necessari a un ente pubblico per mettere in pagamento una somma.


L`impatto sulle imprese

«La situazione dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione - spiega Roberto Camisi, segretario generale della Camera di Commercio di Lucca - aggravala già critica difficoltà che le imprese devono fronteggiare sul tema della liquidità e dell`accesso al credito. Oggi i tempi di riscossione si sono allungati anche nelle transazioni tra privati, il sistema bancario ha ridotto le disponibilità di credito e ne ha aumentato i costi. Il sistema pubblico, che dovrebbe contribuire ad alleviare i problemi di liquidità delle imprese, è diventato invece il primo soggetto a ritardare ipagamenti. Questa situazione porterà riduzione di competitività, possibili insol- venze di centinaia di imprese, incremento dei prezzi e conseguente aumento dell`inflazione».
Ad aver maturato crediti nei confronti delle Pa sono state, nel 20n, i149% delle piccole e micro imprese, e il debito medio è pari a 39.051 euro. Complessivamente, i crediti incidono sulle imprese di modeste dimensioni per io milioni di euro (contro gli 8,4 milioni del 2om).


Il ruolo delle Cdc

Nel 2011 è risultato strategico il ruolo delle Camere di Commercio, interlocutore privilegiato per le piccole imprese in cerca di aiuto nel dialogo con la pubblica amministrazione. In percentuale, infatti, il 54,4% dei contatti con gliuffici pubblicivede protagoniste le Camere di Commercio, seguite dall`agenzia delle Entrate (52,1%) e dai Comuni (48,9%). Le Camere di Commercio sono fondamentali per la vita delle Pmi, anche se ci sono ambiti in cui nemmeno il supporto degli enti camerali aiuta. E il caso degli appalti pubblici, che secondo le indicazioni della Commissione europea dovrebbero rappresentare la leva più importante per riattivare la crescita economica a livello europeo. L`Italia è ben lontana da questo risultato: nella classifica dei Paesi in cui le piccole imprese partecipano più frequentemente alle gare pubbliche, l`Italia si colloca agli ultimi posti, con un valore economico dei contratti vinti pari ar7 (contro i149 del Belgio, il 32 di Malta e il 29 dell`Ungheria, solo per citare le migliori performance).